Palermo tra sapori e colori

A Palermo tra tradizione e folclore con un itinerario fuori dal comune 

Ci sono alcune città italiane che più di altre godono di un fascino intrinseco, mantengono quella tradizione e quel folclore che ti coinvolge subito quando ci arrivi e se non ti limiti a fare il turista che passa guarda e va, vieni coinvolto nei suoi ritmi e trascinato a conoscerne ed apprezzarne quelle sfumature che solo chi la vive ti può trasmettere. Una di queste città è sicuramente Palermo.

La zona che mi attrae subito è quella che parte da Piazza della Pinta, vicino al Palazzo dei Normanni e scende per Via Porta di Castro fino al Mercato Ballarò.

Proprio in Via Porta di Castro trovo quello che mi piace: persone che vivono in quel quartiere, ci lavorano e sono ben disposte ad accogliere la curiosità di uno “straniero”. Trovo diverse attività commerciali di piccola dimensione e in alcuni casi più che a gestione familiare può definirsi a gestione personale come nel caso di un gentile signore che sostanzialmente ti ospita in casa e aggiunge uno due posti a tavola proponendoti, senza menù, quello che quel giorno era già in preparazione, nel mio caso una buonissima pasta con sugo di acciughe, capperi e pan grattato oltre a delle sfiziose panelle siciliane. C’è una bella atmosfera, la porta d’ingresso è aperta e dà sulla strada perché se necessario il pranzo può anche essere portato via, un servizio take away per intenderci. Mentre mangio passano diverse persone con cui il mio ospite conversa in un bellissimo siciliano. La stanza è semplice, al muro ci sono foto del proprietario da giovane mentre faceva il militare e tra una forchettata e l’altra mi racconta della zona, mi dà consigli su cosa vedere e mi dice che gli piace ospitare i turisti, che lo fa per piacere e non per denaro ed è vero perché dopo avermi offerto il caffè vado via avendo speso appena 5€.

Finito di scendere la via, a destra inizia il mercato Ballarò, emblematico della città di Palermo e assolutamente da non perdere, stretto e lungo tra i palazzi che costeggiano appunto piazza Ballarò prima e piazza del Carmine poi. Lo attraversi e come in ogni mercato che si rispetti gli odori dei prodotti alimentari, tra cui quello del fantastico pesce locale, pervadono l’olfatto, le voci dei commercianti e quelle dei clienti, che magari si conoscono e scambiano battute dal bancone o che improvvisano un inglese maccheronico con il turista divertito, non fanno altro che aggiungere sfumature ad un momento già pittoresco.

Arrivati in cima al mercato però mi imbatto in una zona diversa, che inizia da Via Giovanni Grasso, meno turistica e dall’aspetto meno sicura, qui si tiene un mercato di altro genere, di cose usate, molte sembrano tipiche delle case che vengono svuotate quando entra un nuovo proprietario, non ci sono bancarelle, molti appoggiano i prodotti a terra, sulla propria auto o sul muretto che gli sta vicino, ne resto affascinato e faccio un giro, non compro nulla ma scatto qualche foto.

Torno verso il centro, ho voglia di visitare la Cattedrale di Palermo e di visitarne la parte esterna del tetto, rimango affascinato dal suo interno e dalla vista che si gode dalla dorsale superiore, la giornata è limpida e il panorama mi sorprende, offre una visuale chiara a 360° sull’intera città.

Altro luogo che merita essere visitato è il Teatro Massimo, elegante, concepito con raffinato senso delle forme e illustrato benissimo dalla guida che ci accompagna per circa 30 minuti al suo interno.

Il giorno seguente devo lasciare Palermo e vado verso l’aeroporto per tornare a Roma ma non prima di essermi fermato in una pasticceria e aver fatto colazione come si deve, mi faccio preparare anche dei cannoli da portare via. Solo all’imbarco dell’aeroporto scopro che i cannoli dovrebbero essere imbarcati solo “scomposti”: cannoli vuoti da una parte e farcitura dall’altra. Purtroppo io non lo sapevo e il mio pasticcere neanche! Ho rischiato di doverli lasciare ma per fortuna il controlli sono stati comprensivi e alla fine sono riuscito a portarli a Roma e condividerli con un po’ di amici.

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